05/11/2026
L'analisi del giorno dopo: Napoli, ancora sconfitte ed errori; società e squadra allo sbando
Azzurri sconfitti 4 - 1 in casa del Porto. percorso Champions sempre più complicato
Che non fosse facile lo si sapeva, la sconfitta a Porto era in preventivo, ma che si vedesse uno spettacolo così mediocre no. Anche perchè la cosa che non convince per il Napoli, travolto con quattro reti in Portogallo, è il modo in cui la squadra subisce e non riesce a fare tesoro nemmeno dagli errori commessi. Assenze tante, è vero, ma quado si subiscono gol in fotocopia ci sono da fare riflessioni serie. Perchè sarebbe lecito attendersi progressi, magari accettare anche le sconfitte, ma capire che il gruppo va in una direzione che porterà risultati. Invece la via imboccata dagli azzurri sembra un lungo tunnel senza uscita. O meglio con un'apertura che porta al baratro. Anche ieri la squadra ha retto un tempo poi è crollata nella ripresa. Di sicuro hanno inciso le assenze, ma un crollo così verticale non è ammissibile. Allegri ha provato a disegnare una formazione utlizzando tutti i suoi giocatori di maggiore palleggio, con un centrocampo a tre e spostando De Bruyne alle spalle di Hojlund. Esterni Politano e Vergara e si sapeva che sulle fasce si sarebbe sofferto non avendo i due quelle caratteristiche per coprire da soli tutta la corsia.
Ma si doveva fare di necessità virtù visto il bollettino uscito dall'infermeria e su questo aspetto il mister non poteva fare diversamente. Il Porto, a zero punti in classifica, non aveva alternative alla vittoria. Pressing alto e possesso palla con un Gabri Veiga uomo in più fin dalle prime battute. Ma la rete del vantaggio arrivava su una dormita della difesa: lasciare solo a centro area su angolo il miglior colpitore di testa non è spiegabile nemmeno con il fatto che il Napoli difenza a zona: stacco di Bednarek indisturbato e pallone sul secondo palo. La squadra ha reagito e fino a fine tempo ha prodotto anche discrete giocare. Una rete annullata a De Bruyne per fuorigioco, qualche conclusione pericolosa fino al gol di McTominay al termine di un'azione con Politano e Hojlund che avevano impegnato Diogo Costa. A metà gara le sensazioni erano positive perchè gli azzurri sembravano messi meglio in campo.
Ma i secondi tempi horror del Napoli sono ormai cosa nota e la ripresa è stata un monologo lusitano: azioni a ripetizione con Meret assediato e autore di interventi a ripetizione; salvato dalla traversa prima di capitolare sul tiro di Veiga migliore in campo. Passano pochi minuti e su calcio d'angolo questa volta è Kiwior che sempre a centro area stacca di testa e gira sul secondo palo. Gol in fotocopia, una cosa da non credere. I soliti cambi della diperazione con Lang, Giovane e Lucca evanescenti come sempre, prima del poker su rigore per fallo di Rafa Marin espulso nell'occasione. Dal dischetto Samu ha chiuso i conti mai in discussione nella ripresa.
Le conclusioni, quando una squadra non progredisce, anzi ricade negli stessi errori, unite ad una condizione fisica precaria frutto probabilmente di una preparazione molto blanda, non possono essere positive e porterebbero ad un cambio di panchina. Non sappiamo cosa potrebbe accadere visto che su alcuni aspetti non si può più lavorare, ma almeno servirebbe a dare una scossa ad un gruppo che sembra non essere in grado di reagire a continue sconfitte. Anche le parole dei giocatori a fine partita non sembrano lasciare margini ad una soluzione di continuità. E domenica ad ora di pranzo al "Maradona" arriva la Lazio capolista con Gattuso voglioso di rivincite...
Antonio Procopio
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