Napoli forte ma incompleto. Questo l'esito della disamina sulla squadra azzurra dopo poco più di un mese dall'avvio della nuova stagione agonistica. E, la risultante non del tutto rassicurante, arriva oltre che dai risultati conseguiti, soprattutto del tipo di prestazioni fatte dagli azzurri. Ma andiamo con ordine e iniziamo a prendere in considerazione la rosa di Allegri: in porta la conferma di Meret con Milinkovic Savic può dirsi scelta giusta.
Meret è ormai chiaro che sia un portiere forte ma poco affidabile sotto il profilo fisico e sono diversi ormai gli infortuni patiti dal numero uno azzurro. Milinkovic Savic è una valida alternativa, aspetto che invece manca al resto della difesa: un reparto che può dirsi numericamente sufficiente ma con problemi di qualità: senza problemi sugli esterni con Di Lorenzo e Favasuli a destra e Spinazzola e Olivera sull'altro versante. In mezzo qualche problema: con Rrahmani e Beukema a luglio la società ha preso coscienza del grave infortunio di Buongiorno al quale si è aggiunto quello di Marianucci rientrato dal prestito così come Rafa Marin. Sarebbe servito un centrale pronto e di sicuro affidamento, invece la scelta è caduta su Badiashile, elemento arrivato in prestito che nelle ultime due stagioni ha giocato poco ed era chiaro che il ragazzo avrebbe incontrato difficoltà come emerso nella gara di Milano contro l'Inter (sarebbe stato meglio mettere Beukema).
Quindi ribadiamo è un problema di qualità più che di numero. In mezzo al campo invece il discorso è leggermente diverso. Lobotka e Gilmour rappresentano soluzioni affidabili come centrali, diverso il caso di Anguissa che, reduce da una stagione tribolata, avrebbe dovuto avere un sostituto affidabile. Il camerunense sta continuando ad avere problemi ed è toccato a Gilmour prenderne il posto con vantaggi in chiave di maggiori verticalizzazioni ma svantaggi sotto il profilo del dinamismo e della quantità. McTominay si è dovuto fermare (e speriamo torni presto in campo) con de Bruyne che ha dimostrato che è più a suo agio se utilizzato da trequartista che come mezzala. Vergara, in gol a Genova all'esordio, ha trovato poco spazio ma siamo certi che presto arriverà anche per lui qualche gara in più. Reparto che comunque resta leggermente carente.
Davanti si ripresenta il problema qualitativo. Il Napoli annovera diversi esterni: Alisson, Neres, Politano e Lang ma non si può fare per tutti la stessa valutazione. Di sicuro tutti e 4 hanno avuto un rendimento non entusiasmante anche se per ragioni differenti. Alisson non ha mai trovato la condizione fisica migliore prima di infortunarsi, Neres sta lentamente tornando sui suoi livelli, Politano giocando tutte le gare ma a 33 anni è chiaro che non possa essere sempre al top e Lang è in organico solo perché non si è riusciti a cederlo nello scorso mercato. Più o meno lo stesso discorso che si deve fare per Lucca che in questo avvio di stagione ha confermato limiti e difficoltà a giocare con la maglia del Napoli. Giovane è appena rientrato da un problema fisico e l'unico attaccante con più reti è Hojlund che ha fatto due gol, entrambi da fuori area; un aspetto che la dice lunga sul numero di palloni giocabili che arrivano al danese.
E, fatta una carrellata sulla rosa, per ultimo guardiamo al gioco: Allegri non è ancora riuscito a dare un'impostazione positiva alla manovra azzurra. Squadra troppo bassa, che fa fatica a venire fuori e marcature esasperate non in linea con quanto propone il calcio moderno. Insomma c'è da lavorare per squadra e tecnico perché l'attuale posizione di classifica deve essere spiegata solo con un calendario complicato rispetto alle avversarie e non per via di un gioco troppo remissivo. Il prossimo ciclo di partite più leggere ci darà quegli elementi in grado di capire il reale valore degli azzurri che restano una squadra forte ma incompleta.