Giudizio sospeso: è un termine che si usa nel gergo scolastico quando si vuole indicare che non esistono sufficienti elementi per una valutazione definitiva per comprendere il valore di un alunno. Un'espressione che ben si addice al Napoli dopo questo di avvio di campionato tra luci (poche) ed ombre (diverse). Ovvio che la definizione, presa in prestito dalla scuola, difficilmente nell'arco dell'anno si tramuta in un giudizio da primo della classe per il soggetto in questione e anche su questo aspetto il paragone sembra purtroppo calzante per gli azzurri. Ma per essere sinceri, nel calderone da dove poi dovrà fuoriuscire la risposta definitiva, bisogna mettere tutti gli elementi e ancora alcuni sono incerti.
Due vittorie, un pareggio e tre sconfitte se si considera anche la gara di Champions League. Questo il resoconto del Napoli dopo circa un mese di stagione. Non si può certo dire che sia un bilancio positivo, ma si devono considerare diversi aspetti. Primo fra tutti il mercato o meglio il non mercato fatto dalla società azzurra che si è presentata ai nastri di partenza con Favasuli e Badiashile, due acquisti di prospettiva. Favasuli probabilmente più pronto del centrale difensivo ma oggettivamente poco per una squadra che annovera l'età media più alta del campionato. Sono andati via Gutierrez, Lukaku ed Elmas poi per il resto rosa invariata. In buona sostanza non è cambiato molto ma con un anno in più, dettaglio da non trascurare. Sono rientrati Lang e Lucca e i due giocatori non hanno reso come la società aveva immaginato. Due elementi che sarebbe stato meglio cedere in prestito per provare a rilanciare cercando adeguati sostituti per rinforzare l'organico.
Poi, e sarebbe stato forse il primo fattore da considerare, è cambiata la guida tecnica con Conte che ha lasciato il posto ad Allegri. Nulla da eccepire sul piano del curriculum che li vede come due vincenti, ma quando hai un tecnico che in due anni ti porta uno scudetto, un secondo posto e una supercoppa si fa fatica a comprendere il motivo dell'avvicendamento. Forse a inizio stagione l'ambiente non ha intuito che ci sarebbe stato un passo indietro nei risultati e adesso è come se la città si sia risvegliata da un'ipnosi di massa e abbia compreso che sarà una stagione travagliata.
Ma visto che abbiamo parlato di giudizio sospeso, dobbiamo elencare anche alcuni aspetti che meritano ulteriore tempo. Sei partite sono un discreto banco di prova ma è anche vero che il Napoli ha perso con Inter e Como (prima e terza nella passata stagione) e in coppa con l'Arsenal regina della Premier e vicecampione d'Europa. Il pareggio in trasferta con la Fiorentina, reduce da due sconfitte casalinghe e con il cambio di allenatore, può anche essere accettato anche se oggettivamente si poteva vincere. E le vittorie con Genoa e Bologna.
Troppo poco oggettivamente per poter considerare l'elemento come totalmente attendibile. Capitolo infortuni: l'anno scorso sono stati 44 e molti se la presero con gli allenamenti pesanti di Conte. Il tecnico è andato via, non si fanno più doppie sedute ma le cose non sono cambiate: a Firenze, il Napoli ha giocato senza sei titolari, un record per la Serie A alla quinta giornata. E quando mancano giocatori del calibro di McTominay, Anguissa, Buongiorno, Alisson, Meret allora ogni partita diventa più complicata. Anche questo fattore ha il suo peso e si spera che l'emergenza possa finire presto. Le tre settimane che mancano prima della nuova gara, in casa contro il sorprendente Frosinone, serviranno anche a recuperare quanti più infortunati possibili tranne che per Buongiorno, Alisson e Marianucci.
Da qui il discorso legato all'incertezza e alla richiesta di maggiore tempo. Insomma chi sperava in un Napoli primo della classe è rimasto deluso, chi invece era consapevole che sarebbe stato positivo anche solo essere promossi, magari con un'eccellenza nelle lingue europee, allora oggi sarà meno critico e lungimirante in attesa che il giudizio sospeso si possa tramutare in una valutazione accettabile (nelle prime 4?) senza il rischio di una solenne bocciatura.