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15/01/2026

L'analisi del giorno dopo: Napoli un pareggio figlio di stanchezza e poca qualità

Gli azzurri frenano ancora al Maradona. Con il Parma finisce 0 - 0

L'analisi del giorno dopo: Napoli un pareggio figlio di stanchezza e poca qualità

Stanchi e con poca qualità. La partita con il Verona aveva acceso una spia, il pareggio di ieri sera con il Parma suona come una conferma: quando si gioca ogni tre giorni il Napoli fa fatica e anche una gara come quella contro i ducali diventa problematica. Lo zero a zero suona come una condanna per gli azzurri che continuano a dilapidare punti contro le piccole squadre: se si pensa che gli azzurri hanno fatto 4 punti con l'Inter capolista e sono indietro di 6 punti, si intuisce come il campionato sia da analizzare con attenzione. E facciamolo prendendo in considerazione i due aspetti citati in avvio: la stanchezza questa volta è stata palese; se nel primo tempo gli azzurri hanno creato qualche occasione importante con due ottime parate di Rinaldi, una rete annullata a McTominay per precedente fuorigioco di Mazzocchi, nella ripresa invece la gara ha detto poco.

Una pressione costante nella trequarti emiliana ma giusto un paio di conclusioni bloccate dal portiere ospite. Con Milinkovic Savic spettatore della partita, non sono bastati nemmeno i cambi a ridare fiato ed energie alla squadra apparsa lenta e con un giro palla prevedibile. Secondo aspetto, la scarsa qualità: in questo genere di partite quando si incontrano formazioni chiuse a riccio serve la giocata del singolo, del fuoriclasse che possa accendere la luce e risolvere i conti. Il Napoli di giocatori di questa levatura non ne ha molti, De Bruyne e Lukaku sono fuori da mesi, Neres è entrato nell'ultima mezzora ma si vedeva fosse reduce da infortunio perché solo in una circostanza ha tentato la giocata e finendo addirittura sostituito. Le partite vinte con Bologna, Milan, Lazio e Cremonese avevano detto questo a chi aveva osservato con occhio attento: per vincere gare dominate sotto il profilo del gioco erano servite autentiche prodezze e si erano messe a segno solo una piccola parte delle occasioni prodotte.

Facile intuire che contro formazioni che si chiudono in difesa sia obbligatorio sbloccare le gare velocemente prima che possano creare problemi.E quando manca la qualità diventa tutto più difficile. Il problema emerso della scarsa qualità è aggravato dal fatto che il Napoli non possa operare sul mercato se non a costo zero e quindi poter rinforzare la squadra diventa molto complicato. Ma mai come ieri sera si è intuito come gli azzurri in attacco siano carenti e non abbiano indovinato gli acquisti fatti nel reparto. Non si può sperare che McTominay possa togliere le castagne dal fuoco tutte le settimane e considerando il calendario serrato del Napoli la situazione è davvero preoccupante.

Sabato alle 18 altra gara dello stesso tipo con il Sassuolo, poi un trittico di fuoco con le due partite di Champions con in mezzo la trasferta a Torino contro la Juve. E adesso anche la classifica inizia a scricchiolare con gli azzurri terzi ma con un solo punto di vantaggio su Juve e Roma. Delle prime cinque a fine anno è probabile che una possa non qualificarsi per la prossima Champions League; occorre restare compatti e con i piedi per terra perché con questa graduatoria corta basta poco per passare dal paradiso all'inferno.

Antonio Procopio

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