Lo abbiamo scritto fino alla noia, le assenze alla fine faranno la differenza e porteranno il conto. E il conto è arrivato nella partita solo sulla carta più semplice, in casa col Verona. Il 2-2 del Maradona è arrivato al termine di una gara sfortunata unita alla carenza di giocatori. Bastava guardare la distinta delle due formazioni per comprendere quanto desolante fosse l'organico azzurro. Sei slot liberi e due ragazzi della primavera messi in panchina come riempitivi. Ma l'amaro in bocca è rimasto nonostante dopo aver subito due reti nel primo tempo ci sia stata una parziale rimonta nella ripresa. Amarezza perchè nonostante fosse lecito attendersi una gara difficile per via delle carenza di organico unita al poco tempo avuto a disposizione per preparare l'incontro, il Napoli ha accarezzato l'idea di poterlo raddrizzare fino in fondo.
Ma bisogna riconoscere anche i diversi errori fatti dalla squadra: sul primo gol Di Lorenzo si perde l'avversario e sul cross radente anche Milinkovic Savic è poco reattivo permettendo a Frese di intervenire di tacco (ancora un gol preso cosi). Il rigore del raddoppio scaligero è sembrato generoso ma è palese che Buongiorno, anche se di spalle e in maniera involontaria, tocchi il pallone con il braccio. Non bene l'ex granata apparso lento e impacciato per tutta la gara facendo rimpiangere le prestazioni di Juan Jesus. Nel primo tempo solo un paio di occasioni con McTominay e una con Elmas, troppo poco per una squadra come il Napoli. Meglio nella ripresa e non solo per i gol arrivati. Spinazzola sulla sinistra ha assicurato maggiore spinta e McTominay di testa dopo poco ha trovato la rete che ha dimezzato lo svantaggio.
Purtroppo il pareggio, raggiunto due volte con Hojlund e McTominay che si sono visti annullare la marcatura (quella al danese è sembrata molto più che fiscale), è arrivato solo all'82' con Di Lorenzo e nel finale al Napoli è mancato lo spunto per provare a vincerla.
Considerazioni: il pareggio suona come una sconfitta. Inutile illudersi, contro il Verona tutti faranno punti e averne lasciati due per strada è un aspetto grave. Ma per provare a restare nel giro che conta il Napoli dovrà recuperare i tanti infortunati: scendere in campo con 9 giocatori in meno nella rosa è un fattore che nessuna formazione si può permettere anche contro avversari alla portata. E il tour de force adesso continua con la partita più complicata del campionato che suona quasi come un'ultima spiaggia per il Napoli: domenica sera a San Siro si va a rendere visita all'Inter prima e avanti di 4 punti. Sperando di ritrovare Neres almeno perchè anche ieri sera è stato palese che questa squadra senza il brasiliano e De Bruyne abbia poca qualità e fantasia, fattori che fanno sempre la differenza.